Nella società contemporanea e nelle nostre quotidianità è sempre più importante (se non imprescindibile) il ruolo che il mondo dello sport, del wellness e della cura del corpo rivestono, dal punto di vista sia fisico – fisiologico che sociale. Per questo è fondamentale, quando si progettano o si realizzano strutture destinate allo svolgimento di tali attività, orientare le proprie scelte verso l’obiettivo primario del benessere. E sotto questo profilo, l’impiego del legno e, nello specifico, del legno lamellare, risulta impareggiabile perché è in grado di offrire la risposta più completa a tutte le complesse esigenze che la realizzazione di questo tipo di strutture comporta. Vediamo come.

Cinque buoni motivi per scegliere il legno

1)              Innanzitutto perché l’impiego delle tecnologie costruttive basate sull’utilizzo del legno lamellare consente la realizzazione di strutture di qualsiasi forma e dimensione: palestre, palazzetti, maneggi, stadi sono infatti, innanzitutto, grandi strutture contraddistinte da ampie luci e da altezze elevate. Tali caratteristiche sono determinate e variabili in funzione della specialità sportiva principale a cui l’edificio è destinato, ma risultano comunque sempre molto considerevoli. Da questo punto di vista il legno consente risultati e prestazioni eccezionali: tamponamenti ed elementi strutturali possono infatti essere realizzati “su misura” per rispondere a qualsiasi esigenza di forma e dimensione. Inoltre preferendo il legno ai materiali tradizionali si ottengono strutture più leggere oltre che più semplici e veloci da realizzare.

2)              Il secondo, fondamentale punto a favore del legno riguarda l’enorme fabbisogno energetico che la gestione di questi edifici richiede: è essenziale che l’involucro esterno sia progettato e realizzato a regola d’arte e che sia in grado di garantire il massimo risparmio energetico possibile. Come ben sappiamo il legno è infatti un materiale in grado di fornire prestazioni ottime dal punto di vista dell’isolamento (sia termico sia acustico), per cui costituisce un valido alleato contro la dispersione di energia e, di conseguenza, di risorse.

3)              Le caratteristiche intrinseche del legno assicurano all’ambiente interno anche condizioni ottimali dal punto di vista della naturale regolazione dell’umidità. Come avevamo già messo in luce in questo post, il legno è infatti un materiale traspirante ed igroscopico e, in virtù di ciò, è in grado di assorbire e di far fuoriuscire per capillarità l’umidità in eccesso presente all’interno di un ambiente. Ed in un luogo dedicato alla pratica di sport non è cosa da poco!

4)              Un altro degli aspetti a favore dell’impiego del legno per la realizzazione di edifici destinati allo sport, è quello che riguarda le sue qualità estetiche: si tratta infatti di un materiale in cui bellezza e tecnologia costituiscono i termini inscindibili di un’equazione che ha come risultato il top delle prestazioni.

5)              Come ultimo aspetto: la sostenibilità, tematica più e più volte evidenziata all’interno del blog ma che risulta, a mio avviso, fondamentale nell’ambito di questa categoria di edifici. Se infatti il progetto ha come obiettivo la realizzazione di una struttura dedicata allo sport ed alla cura del corpo, la scelta di un materiale naturale, salubre e riciclabile è essenziale per il benessere di tutti i futuri utenti.

Qualche esempio di realizzazione

Gli esempi di realizzazione di edifici in legno dedicati allo sport ed alla cura del corpo sono numerosissimi e sparsi in tutto il mondo. Si tratta di strutture molto diverse tra loro per tipologia, forma, dimensione e tecnologia impiegata, ma tutte hanno nel legno il comune denominatore.

FT Architects, Archery hall and boxing club, Tokyo, 2013. I due edifici sorgono all’interno della Kogakuin University (West Tokyo) e sono dedicati rispettivamente al Kyudo (il tradizionale tiro con l’arco giapponese) ed alla boxe. Le premesse alla progettazione riguardavano l’esigenza di realizzare una struttura a basso costo con legname locale e di ottenere due sale aventi spazio libero di 7,2 x 10,8 m. La struttura è stata ottenuta attraverso il semplice assemblaggio a mezzo bulloni e dadi di piccole sezioni di legno.

SCHEMAA, Salle multisports Nathalie Mauclair, Champagné, 2015. Il progetto nasce dall’esigenza di realizzare una sala polisportiva complementare ad una palestra esistente. Il nuovo volume, pulito e cristallino, si pone in continuità con il vecchio, a finitura opaca. Le strutture portanti sono costituite da elementi lamellari inclinati che, unitamente all’involucro esterno in policarbonato traslucido conferiscono grande dinamicità al complesso.

Architecture 54, Gymnase de Costebelle, Hyères, 2016. Si tratta di una palestra dedicata agli studenti del Lycée Costebelle ed alle associazioni sportive locali. L’architettura è estremamente sobria ed ha nella pulizia delle linee e nella geometria il suo principio generatore: è infatti la griglia a maglia triangolare ciò che definisce le facciate e costituisce la chiave di lettura del rapporto tra l’edificio e la luce naturale.

Zaha Hadid Architects, Eco Park Stadium, Stroud (UK), 2016. Lo studio fondato dalla visionaria Zaha Hadid si è aggiudicato il concorso di progettazione del nuovo stadio della squadra (vegana!) dei Forrest Green Rovers. Il nuovo stadio sarà realizzato quasi completamente in legno, dalla struttura alla copertura, e sarà il primo nel suo genere. Una membrana trasparente ne costituirà la finitura rendendo possibile, nello stesso tempo, la crescita dell’erba nel campo da gioco, la protezione degli spettatori e la riduzione dell’impatto visivo dell’impianto dall’esterno.

ALBERTANI CORPORATES s.p.a. . Sono numerosissime anche le strutture sportive che hanno visto la partecipazione alla loro progettazione e realizzazione dell’azienda Albertani Corporates s.p.a.. Le tipologie e le tecnologie impiegate sono differenti e variano in funzione delle esigenze strutturali e della forma.

Tra le realizzazioni Albertani nell’ambito dell’edilizia per lo sport troviamo edifici destinati a svariate specialità: come la piscina coperta di Castano Primo (Milano), una grande costruzione ad arco costituita da due corpi distinti, con una parte fissa ed una scorrevole ed apribile, e la piscina coperta di Forlì (Forlì – Cesena), la cui copertura è definita da grandi trave sagomate in legno lamellare.

La copertura del Palaindoor di Ancona (il più grande impianto stabile per l’atletica al coperto di tutta Italia), un’imponente volta lamellare che sostiene un complesso sistema di luci, e il palasport di Busto Arsizio (Milano), esempio di geodetica in legno.

Il maneggio La Mandria di Venaria (Torino), una spettacolare struttura costituita da capriate reticolari con luce di 50 m, e la tribuna del campo da calcio di Zamora (Spagna), una grande “trave a mensola” con elementi diagonali di irrigidimento.

About Elena Ottavi

Nasce a Senigallia, sul mare delle Marche, nel 1986. Per amore della Matematica, delle Scienze e dell'esattezza dei numeri frequenta il Liceo Scientifico alla ricerca della soluzione dell'equazione che dovrà condurla verso il futuro. Strada facendo si innamora dell'Arte e della sua Storia, per cui decide di iscriversi alla Facoltà di Architettura per intraprendere un percorso che le garantisca di mantenere uno sguardo a 360° sul mondo. Si appassiona ed approfondisce in particolar modo gli studi di Urbanistica e, nel 2011, consegue la Laurea a pieni voti con una tesi intitolata "Spazi urbani in rete. Piano di riqualificazione delle attrezzature pubbliche e per il turismo per la rigenerazione urbana di Bellaria" (pubblicata all'interno di "Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare", a cura di Valentina Orioli, Bruno Mondadori, Lodi, 2012). Sensibile ed interessata soprattutto alle questioni legate al recupero urbano, alla tutela del territorio e del patrimonio architettonico-artistico-paesaggistico ed alla progettazione sostenibile, opera come architetto free-lance e collabora ai blog di alcune aziende attente alle medesime tematiche. Sogna di poter viaggiare alla scoperta del mondo e dei luoghi in cui la buona Architettura ha saputo (e saprà) dare vita a spazi urbani vivi e sostenibili, sotto tutti i punti di vista. E, ovviamente, di progettarli!

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