Oltre alle eccezionali caratteristiche intrinseche ed alle ottime prestazioni (come capacità isolante, resistenza, traspirabilità, igroscopicità, leggerezza, ecc.), tra tutti gli aspetti che contribuiscono a fare del legno un materiale così apprezzato, ce ne sono due che, più degli altri, gli attribuiscono un particolare valore aggiunto: si tratta della versatilità e della riciclabilità. Qualità che lo rendono adatto ad allestimenti ed edifici temporanei.

Dal punto di vista etimologico, per versatile si intende “qualcosa che sa volgersi a opere e attività diverse” (fonte Dizionario Treccani): l’attribuzione al legno di questa definizione restituisce il concetto di un materiale che ben si presta a molteplici usi ed impieghi nei più svariati settori. Non solo case in legno quindi, ma anche edifici più articolati per forma, volumetria e destinazione d’uso, singole componenti edilizie come coperture o tamponamenti da utilizzare per ampliamenti o interventi di restauro, finiture per interni ed esterni, oggetti di arredo e design.

La riciclabilità rimanda invece al tema nobile ed oggi imprescindibile della sostenibilità: il legno è infatti un materiale naturale, rinnovabile e che lascia, appunto, ampie possibilità di essere riutilizzato. Una volta terminato il proprio ciclo di vita, esso può infatti essere sottoposto ad adeguati trattamenti di ripristino e manutenzione che ne prolungano la durata. Oppure, quando vengono meno la ragione d’essere o l’utilità di un manufatto in legno, il materiale può essere recuperato, trasformato e destinato, in fasi successive, ad impieghi alternativi, spesso totalmente differenti da quelli originari.

In ambito architettonico questa combinazione di versatilità e riciclabilità, unita alle già note caratteristiche e prestazioni del legno, costituisce una grandissima ricchezza ed apre la strada all’impiego di questo materiale per la realizzazione di progetti originali ed innovativi.

Uno degli ambiti in cui tutto ciò trova le maggiori possibilità di espressione è quello degli allestimenti e delle architetture temporanee: si tratta infatti di progetti e realizzazioni “a tempo determinato”, il cui ruolo ha, per definizione, un termine di inizio ed uno di fine.

Presuppongono pertanto tempi esecutivi di montaggio e smontaggio rapidi, procedure semplificate e, possibilmente, il contenimento dei costi. E l’impiego del legno risponde ottimamente a queste condizioni: è leggero, resistente, flessibile, stabile e consente la prefabbricazione di elementi e componenti. Ma soprattutto, come già evidenziato, si tratta di un materiale che offre grandissime possibilità dal punto di vista della versatilità e della riciclabilità, aspetti che quindi si traducono, sul piano pratico, in un’ampia varietà di usi ed impieghi, nell’opportunità di riutilizzare, in fasi successive, la stessa materia prima oppure di recuperare quella che deriva dagli scarti di altre trasformazioni.

Gli esempi classificabili secondo questa categoria architettonica sono numerosissimi ed i più noti sono spesso i padiglioni e gli allestimenti realizzati nell’ambito di eventi espositivi.

UNStudio, Burnham Pavilion, Chicago, 2009. Realizzato in occasione delle celebrazioni per il centenario del piano urbanistico di Chicago di Daniel Burnham, il padiglione era costituito da due grandi piani orizzontali deformati in tre punti secondo curvature parametriche. Aveva una struttura in profili di acciaio racchiusi all’interno di una pelle in fogli di legno multistrato, verniciati con pittura bianca riflettente. Al termine dell’esposizione, il padiglione è stato smontato ed i materiali riciclati.

Milano Expo 2015, padiglioni e Albero della Vita. Il legno è stato grandissimo protagonista dell’esposizione italiana, i cui principi fondamentali erano rappresentati proprio dalle tematiche della sostenibilità, della riciclabilità e del riuso.

Lo stesso Albero della Vita, fulcro e simbolo della manifestazione, è stato realizzato in acciaio e legno: quest’ultimo, fornito e lavorato da Albertani Coporates s.p.a., aveva funzione sia decorativa che strutturale. L’Albero era composto in tutto da 1392 piccoli elementi in legno di larice siberiano, lavorati con una doppia curvatura che conferiva movimento e dinamismo alla struttura.

Expo Milano 2015 ha visto inoltre la presenza di numerosissimi padiglioni in legno, da quello celebratissimo del Giappone a quelli che hanno richiesto l’impegno anche di Albertani Corporates s.p.a., come quello del Cile e dell’Irlanda del Nord. Al termine della manifestazione, il legno impiegato per quest’ultimo è stato recuperato e destinato alla realizzazione del Padiglione Italia alla XV Biennale di Architettura di Venezia 2016.

Xavier Veilhan, Studio Venezia, padiglione della Francia alla Biennale d’Arte 2017. Rimanendo nell’ambito della Biennale, anche il padiglione francese attualmente allestito ha il legno come grande protagonista. Concepito come fusione di arte visiva e musica è stato realizzato come un grande involucro in legno e tessuto al cui interno prendono vita composizioni musicali.

Nex Architecture, Times Eureka Pavilion, Chelsea Flower Show, Regno Unito, 2012. Ideato in collaborazione con l’architetto paesaggista Marcus Barnett, esplora il significato delle piante per la scienza e la società. È realizzato in legno (proveniente da fonti sostenibili) e polipropilene traslucido e riproduce un algoritmo geometrico che riproduce la struttura cellulare degli elementi biologici.

Ponte di accesso al Triennale Design Museum, Milano, 20017. Il progetto, disegnato da Michele De Lucchi e realizzato da Albertani Corporates s.p.a., collega il grande atrio centrale al primo piano con l’entrata del museo e costituisce un oggetto unico nel suo genere: si tratta infatti di una trave unica in lamellare di bambù composta da listello tenuti insieme da una speciale colla appositamente prodotta.

All’interno del museo è attualmente in calendario la mostra “Giro giro tondo – Design for the children”, dedicata al mondo dell’infanzia e dei bambini ed all’architettura ed al design che li raccontano.

About Elena Ottavi

Nasce a Senigallia, sul mare delle Marche, nel 1986. Per amore della Matematica, delle Scienze e dell'esattezza dei numeri frequenta il Liceo Scientifico alla ricerca della soluzione dell'equazione che dovrà condurla verso il futuro. Strada facendo si innamora dell'Arte e della sua Storia, per cui decide di iscriversi alla Facoltà di Architettura per intraprendere un percorso che le garantisca di mantenere uno sguardo a 360° sul mondo. Si appassiona ed approfondisce in particolar modo gli studi di Urbanistica e, nel 2011, consegue la Laurea a pieni voti con una tesi intitolata "Spazi urbani in rete. Piano di riqualificazione delle attrezzature pubbliche e per il turismo per la rigenerazione urbana di Bellaria" (pubblicata all'interno di "Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare", a cura di Valentina Orioli, Bruno Mondadori, Lodi, 2012). Sensibile ed interessata soprattutto alle questioni legate al recupero urbano, alla tutela del territorio e del patrimonio architettonico-artistico-paesaggistico ed alla progettazione sostenibile, opera come architetto free-lance e collabora ai blog di alcune aziende attente alle medesime tematiche. Sogna di poter viaggiare alla scoperta del mondo e dei luoghi in cui la buona Architettura ha saputo (e saprà) dare vita a spazi urbani vivi e sostenibili, sotto tutti i punti di vista. E, ovviamente, di progettarli!

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