Il tema della prefabbricazione edilizia in legno e della prefabbricazione edilizia in generale costituisce un argomento nei cui confronti si percepisce ancora un diffuso scetticismo, nonostante la grande e rapida crescita che il settore sta registrando negli ultimi anni.
Sono infatti ancora molti quelli che continuano ad interpretare e ad associare il termine “prefabbricato” all’idea di un edificio di bassa qualità, realizzato in serie e dal carattere temporaneo o provvisorio.
Si tratta ovviamente di concezioni false e distorte, legate al passato ed ormai superate in virtù degli indiscussi e indiscutibili vantaggi e benefici che l’impiego delle tecniche di prefabbricazione porta con sé. Sia che si parli di prefabbricazione in legno, sia che si tratti di altri materiali.

Cosa vuol dire “prefabbricato”?

L’impiego di tecniche costruttive prefabbricate, costituisce, ad oggi, un fattore in grado di assicurare maggiore qualità, sicurezza e prestazioni al progetto da realizzare e di consentire, nello stesso tempo, il risparmio di risorse economiche. Per questo tali tecnologie vengono utilizzate sempre di più, sia per residenze private, sia, e soprattutto, nell’ambito della realizzazione di edifici di carattere pubblico o collettivo, come scuole, strutture sportive, centri polifunzionali, ecc.
E forse è proprio per questo, appunto perché spesso si tratta di edifici destinati ad ospitare i nostri figli, che il dibattito sulla loro qualità si accende ed anima con frequenza. Infatti il pensiero, errato, di molti è quello che associa il tema della prefabbricazione all’idea del container, un oggetto standard per dimensioni e caratteristiche, finito e pronto all’uso e, pertanto, immediatamente utilizzabile anche per sistemazioni di emergenza o temporanee.
In realtà, la prefabbricazione edilizia di qualità di cui tanto si parla oggi ed alla quale anche noi dedichiamo spazio all’interno di questo blog (sull’argomento vedi anche il post Case prefabbricate in legno: massime prestazioni al design che scegli tu) non è quella che produce le casette o i moduli che arrivano in cantiere belli e pronti e che devono quindi solo essere posizionati. La prefabbricazione edilizia a cui facciamo riferimento (e della quale la stessa Albertani Corporates s.p.a. è una delle maggiori fautrici in Italia) è quella che riguarda gli elementi costruttivi ed i componenti destinati a diventare parte del progetto finale: travi e pilastri, montanti e correnti, pareti, solai, falde. Quindi, a seconda del sistema costruttivo previsto dal progetto (il sistema a telaio o l’X – Lam sono quelli più diffusi e performanti nell’ambito della prefabbricazione in legno), all’interno dello stabilimento si provvede alla realizzazione degli elementi costruttivi necessari che, successivamente, vengono trasferiti in cantiere dove hanno luogo le fasi di posa in opera ed assemblaggio.

Prefabbricazione “su misura”

Inoltre, scegliere un sistema costruttivo che prevede l’impiego della prefabbricazione non significa limitare o vincolare la libertà progettuale ed architettonica in funzione della standardizzazione degli elementi da utilizzare. Al contrario: la prefabbricazione prevede e non può prescindere da una progettazione personalizzata, accurata e dettagliata di tutti i singoli componenti: ciascuno di questi deve infatti essere pensato, dimensionato e realizzato in funzione delle caratteristiche e delle prestazioni richieste ed attese da tutto l’intero edificio.
Lo stesso avviene anche per quanto riguarda i nodi e le connessioni: anche questi devono essere tutti progettati con attenzione e precisione, allo scopo di garantire le massime prestazioni dell’edificio finito e di eliminare ogni possibilità di presenza di difetti esecutivi.
La scelta di sistemi costruttivi di tipo prefabbricato porta quindi con sé un duplice vantaggio: da un lato la progettazione dettagliata di tutti gli elementi, strutture e nodi dell’edificio, permette di ridurre al minimo la quantità, la durata ed il costo delle lavorazioni che la manodopera deve effettuare direttamente in cantiere e, di conseguenza, di eliminare il rischio di esecuzioni difettose o non a regola d’arte. Dall’altro consente la massimizzazione delle prestazioni dell’edificio finito, soprattutto dal punto di vista della resistenza sismica e dell’isolamento termo – acustico: infatti la definizione a priori di tutti i dettagli costruttivi (stratigrafie, nodi, partizioni, aperture, ecc.) assicura la precisa previsione del comportamento della struttura e dell’involucro in funzione di tutte le variabili in gioco e permette, quindi, di predisporre le migliori soluzioni per rispondere alle esigenze del caso.

Qualità elevata e lunga durata

Tutti questi aspetti danno quindi vita ad edifici di qualità molto elevata sia dal punto di vista della progettazione che dell’esecuzione. Questo garantisce, di conseguenza, negli edifici realizzati con tecniche di prefabbricazione, il raggiungimento del massimo livello delle prestazioni, proprio in virtù di una progettazione che, sin dalle primissime fasi, li analizza e li sviluppa a 360° come organismi unici.
Scegliere sistemi e tecniche costruttive ti tipo prefabbricato, non significa quindi dover rinunciare alla qualità estetica ed esecutiva della realizzazione finale né, tantomeno, accontentarsi di edifici di natura precaria e temporanea. Al contrario la precisa ed accurata progettazione, unita ad un’esecuzione eseguita a regola d’arte, costituiscono l’elemento primario a garanzia della massima durata dell’architettura.

About Elena Ottavi

Nasce a Senigallia, sul mare delle Marche, nel 1986. Per amore della Matematica, delle Scienze e dell'esattezza dei numeri frequenta il Liceo Scientifico alla ricerca della soluzione dell'equazione che dovrà condurla verso il futuro. Strada facendo si innamora dell'Arte e della sua Storia, per cui decide di iscriversi alla Facoltà di Architettura per intraprendere un percorso che le garantisca di mantenere uno sguardo a 360° sul mondo. Si appassiona ed approfondisce in particolar modo gli studi di Urbanistica e, nel 2011, consegue la Laurea a pieni voti con una tesi intitolata "Spazi urbani in rete. Piano di riqualificazione delle attrezzature pubbliche e per il turismo per la rigenerazione urbana di Bellaria" (pubblicata all'interno di "Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare", a cura di Valentina Orioli, Bruno Mondadori, Lodi, 2012). Sensibile ed interessata soprattutto alle questioni legate al recupero urbano, alla tutela del territorio e del patrimonio architettonico-artistico-paesaggistico ed alla progettazione sostenibile, opera come architetto free-lance e collabora ai blog di alcune aziende attente alle medesime tematiche. Sogna di poter viaggiare alla scoperta del mondo e dei luoghi in cui la buona Architettura ha saputo (e saprà) dare vita a spazi urbani vivi e sostenibili, sotto tutti i punti di vista. E, ovviamente, di progettarli!

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