Così come il post della scorsa settimana, anche l’articolo di oggi ha l’obiettivo di cercare di fare un po’ di chiarezza tra quello che si dice e che si legge in rete sulle case in legno. Sono infatti molte le persone interessate all’argomento ma che, non essendo addette ai lavori o non avendo contatti diretti con aziende o professionisti operanti nel settore, hanno idee un po’ confuse e convinzioni da rivedere.

Fra i temi più controversi vi è sicuramente il concetto di casa prefabbricata in legno, spesso erroneamente associata all’idea di un’abitazione che arriva in cantiere già completa in tutto e per tutto e che deve solo essere posizionata: una sorta di container in legno, prodotto in serie e che il cliente sceglie da catalogo. Ma la realtà è ben diversa, dal momento che la prefabbricazione riguarda i sistemi costruttivi ed i vari componenti impiegati: stiamo parlando, in particolare, dei sistemi a telaio e di X-lam. I primi consistono in strutture leggere definite da montanti verticali e da correnti orizzontali, tamponati ed irrigiditi sulle superfici laterali da pannelli tipo OSB o simili e con strati isolanti integrati all’interno del pacchetto. I secondi sono invece pannelli massicci, portanti di superficie e derivanti dalla sovrapposizione di più strati incrociati di legno. In entrambi i casi le strutture, pareti o solai o coperture, vengono realizzate (in parte o per intero) in stabilimento e successivamente trasportate in cantiere, dove sono poste in opera ed assemblate tra loro.

È quindi fondamentale che la realizzazione di una casa in legno sia preceduta dalla progettazione accurata e dettagliata di tutte le strutture e dei nodi: tale esigenza consente di ridurre al minimo il numero e la durate (nonché i costi!) delle operazioni in cantiere e, di conseguenza, di eliminare quasi del tutto il rischio di errori o di lavorazioni eseguite non a regola d’arte che potrebbero arrecare, sul lungo periodo, danni all’abitazione. Permette inoltre di massimizzare le prestazioni dell’edificio finito dal punto di vista antisismico e dell’isolamento termo-acustico: la definizione a priori di tutti i dettagli costruttivi (stratigrafie, nodi, posizione delle partizioni, posizione e dimensioni delle aperture, ecc.) consente infatti di prevedere il comportamento della struttura in funzione di tutte le variabili in gioco e, quindi, di predisporre le soluzioni meglio rispondenti alle specifiche esigenze, evitando di incorrere nei rischi prodotti dagli imprevisti o da eventuali misure correttive adottate direttamente in cantiere e, ahimè, spesso improvvisate.

Di conseguenza la reazione dell’edificio finito, ad esempio, alle sollecitazioni sismiche sarà quella prevista in fase progettuale e senza sorprese dovute all’interazione di fattori non considerati o sottovalutati. Allo stesso modo la precisa e puntuale definizione delle soluzioni atte all’isolamento termico ed acustico, renderà l’abitazione, di fatto, una sorta di scatola chiusa, in cui i ponti termici sono ridotti al minino o del tutto eliminati.

Ad ogni modo tutto ciò non implica che le case in legno, in quanto prefabbricate, debbano necessariamente essere realizzate in serie e, quindi, risultare tutte uguali o, almeno, simili tra loro dal punto di vista estetico – architettonico. Tutt’altro! Ciascuna casa o edificio ha una sua identità ed un suo carattere, determinati dagli aspetti normativi che insistono sull’area in cui si interviene e da quelli distributivi e volumetrici, dalle scelte in fatto di impiantistica e da quelle dei materiali e delle finiture impiegate. I diversi sistemi costruttivi in legno, telaio e X-lam, garantiscono infatti ai committenti massima libertà in termini di dimensioni, forma, aperture e finiture.

Da questo punto di vista, quindi, la prefabbricazione non costituisce un limite: non obbliga il futuro proprietario ad adattare le proprie esigenze in funzione di un modulo abitativo predefinito, né vincola le sue scelte in termini di design. Rappresenta, al contrario, un valore aggiunto per l’edificio sia per i vantaggi legati all’uso del materiale legno (sostenibilità, rinnovabilità, riciclabilità, capacità isolanti, resistenza al fuoco ed alle sollecitazioni sismiche), sia perché presuppone una progettazione di qualità elevata e che, a 360°, analizzi ed approfondisca in maniera unitaria, l’abitazione considerata come unicum.

 

Elena Ottavi

About Elena Ottavi

Nasce a Senigallia, sul mare delle Marche, nel 1986. Per amore della Matematica, delle Scienze e dell'esattezza dei numeri frequenta il Liceo Scientifico alla ricerca della soluzione dell'equazione che dovrà condurla verso il futuro. Strada facendo si innamora dell'Arte e della sua Storia, per cui decide di iscriversi alla Facoltà di Architettura per intraprendere un percorso che le garantisca di mantenere uno sguardo a 360° sul mondo. Si appassiona ed approfondisce in particolar modo gli studi di Urbanistica e, nel 2011, consegue la Laurea a pieni voti con una tesi intitolata "Spazi urbani in rete. Piano di riqualificazione delle attrezzature pubbliche e per il turismo per la rigenerazione urbana di Bellaria" (pubblicata all'interno di "Milano Marittima 100. Paesaggi e architetture per il turismo balneare", a cura di Valentina Orioli, Bruno Mondadori, Lodi, 2012). Sensibile ed interessata soprattutto alle questioni legate al recupero urbano, alla tutela del territorio e del patrimonio architettonico-artistico-paesaggistico ed alla progettazione sostenibile, opera come architetto free-lance e collabora ai blog di alcune aziende attente alle medesime tematiche. Sogna di poter viaggiare alla scoperta del mondo e dei luoghi in cui la buona Architettura ha saputo (e saprà) dare vita a spazi urbani vivi e sostenibili, sotto tutti i punti di vista. E, ovviamente, di progettarli!

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