Le facciate degli edifici vengono a volte ridotte a componenti edilizie dalla sola funzione estetico – architettonica. In realtà il loro ruolo è fondamentale perché da un lato determinano, appunto, le relazioni dell’organismo architettonico con il contesto in cui questo è inserito, dall’altro ne costituiscono l’involucro e quindi agiscono in maniera importante sugli scambi termici, acustici ed energetici tra interno ed esterno. È quindi fondamentale progettarle con cura così da assicurare il massimo comfort agli ambienti domestici.

Ci sono varie tipologie di facciata che possono essere realizzate in funzione dei materiali che si sceglie di impiegare o di mettere in vista: facciata continua (o curtain – wall), in cui il vetro è protagonista, a faccia-vista, quando si espone il laterizio, facciate con rivestimenti di varia natura e forma (intonaco, pannelli, listelli e doghe in legno, ecc.).

Scegliere di realizzare una casa in legno non vincola il committente ad un edificio total-wood dentro e fuori: il legno rappresenta infatti la quota di maggioranza tra i materiali impiegati, ma non è l’unico né ci obbliga necessariamente ad un’abitazione con pareti anch’esse in legno!

Quando si opera con le tecnologie costruttive legate all’uso di questo materiale, principalmente X-lam e sistemi a telaio, le tipologie di facciata più frequenti sono quelle basate sul cappotto e sulla ventilazione.

Nel post di oggi vogliamo quindi approfondire quali sono le possibilità offerte dall’impiego del legno come materiale da costruzione dal punto di vista delle scelte estetico – architettoniche relative alle facciate ed ai materiali da impiegare per la realizzazione di queste ultime, concentrandoci in particolare sui sistemi di pareti ventilate.

Per parete ventilata si intende una tipologia di parete costituita da una stratigrafia composita, il cui rivestimento esterno consiste in un paramento ancorato alla struttura tramite appositi supporti. Questi individuano uno spazio vuoto, posto tra la struttura della parete ed il rivestimento stesso, che agisce da un lato come una semplice e tradizionale camera d’aria, che partecipa all’isolamento dell’edificio, e dall’altro garantisce la traspirabilità dei tamponamenti esterni.

Quindi procedendo dall’interno verso l’esterno, una parete in legno ventilata risulta composta da tre principali componenti:

  • la struttura in legno della parete, rivestita esternamente da uno strato continuo in materiale isolante;
  • l’intercapedine ventilata, la cui profondità dipende dalla tipologia degli elementi che fungono da supporto per la posa in opera del paramento esterno. Si tratta solitamente di montanti fissati alla parete e che, a loro volta, costituiscono il sostegno per il rivestimento finale;
  • il rivestimento esterno: nelle abitazioni in legno può essere anch’esso di legno, sotto forma di listelli o doghe, ma non solo. Come abbiamo già evidenziato, una struttura in legno non implica necessariamente la scelta di una casa totalmente in questo materiale anche all’esterno: il rivestimento esterno può pertanto essere realizzato in una grandissima varietà di materiali. La condizione è che siano configurati come pannelli da installare a secco. Ci sono rivestimenti in pietra, marmo, gres, cotto, calcestruzzo in materiali metallici come l’alluminio, in materiali compositi di natura sintetica, ecc.

Dal punto di vista funzionale, l’efficacia e l’efficienza del sistema parete ventilata risiedono nel fatto che il rivestimento è posto in opera in maniera tale da individuare, alle estremità inferiore e superiore, delle aperture in grado di consentire l’ingresso e l’uscita dell’aria. È il cosiddetto effetto camino, il principio fisico secondo cui l’aria penetra dal basso all’interno dell’intercapedine, si riscalda e, di conseguenza, risale verso l’alto. Una volta in cima, fuoriesce dall’apertura superiore.

In questo modo la camera di ventilazione risulta costantemente attraversata in direzione verticale da flussi d’aria che si muovono secondo moti convettivi ascensionali e che sommano all’azione isolante dell’aria in sé considerata (basti pensare alle tradizionali pareti ventilate in muratura) il vantaggio dell’eliminazione dell’umidità.

Infatti durante la stagione estiva, il flusso dell’aria all’interno dell’intercapedine consente l’allontanamento e l’espulsione di quella surriscaldata, riducendo l’incidenza termica dell’ambiente esterno sulla struttura della parete. In inverno, invece, i moti convettivi permettono l’eliminazione del vapore acqueo prodotto internamente dalle attività domestiche, limitando sensibilmente il rischio dei danni e delle problematiche legate alla presenza di umidità e di condensa.

Chiudiamo il quadro con i vantaggi che la scelta di pareti ventilate produce dal punto di vista della manutenzione, dal momento che la configurazione modulare del rivestimento in pannelli fissati a secco rende notevolmente più semplici e veloci le operazioni eventualmente necessarie per la sostituzione di elementi danneggiati.

Elena Ottavi

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