Quando si parla di edifici e di case in legno, spesso si tende a soffermarsi sulle questioni riguardanti i diversi sistemi costruttivi che è possibile impiegare e le diverse opzioni circa lo spessore e la stratigrafia delle pareti esterne.

Ma quali sono gli accorgimenti che è bene adottare perché anche la copertura della nostra casa contribuisca all’ottimizzazione del comfort abitativo interno e dell’efficienza energetica?

Anche l’elemento tetto, infatti, insieme a tutti gli altri che costituiscono l’edificio, riveste un ruolo fondamentale nel complesso delle interazioni tra l’abitazione e l’ambiente esterno: come per le pareti, esso deve garantire l’isolamento acustico e la protezione, nello stesso tempo, dal freddo della stagione invernale e dal caldo di quella estiva e deve essere traspirante, così da evitare la comparsa di fenomeni di condensa e, successivamente, di muffa all’interno.

Perché scegliere un tetto in legno? Scegliere il legno per la realizzazione della copertura della propria casa significa innanzitutto scegliere tutte quelle (vantaggiose) caratteristiche che questo materiale porta con sé: robustezza, leggerezza, resistenza al fuoco, salubrità dell’ambiente interno (ricordiamo che il legno è igroscopico e quindi agisce, in maniera naturale, come regolatore dell’umidità).

A questi aspetti, si uniscono quelli derivanti dalla tecnologia impiegata: le adeguate scelte in fase progettuale, la qualità dei materiali e dei componenti impiegati e la posa in opera eseguita ad arte contribuiscono infatti alla massimizzazione dei vantaggi e del livello di comfort abitativo interno.

Il tetto ventilato. La tipologia di copertura in legno più diffusa è il cosiddetto tetto ventilato, i cui vantaggi si riflettono sul piano del comfort abitativo, della durata delle strutture e del risparmio energetico. È caratterizzato appunto dalla presenza di una camera d’aria collocata tra lo strato isolante ed il manto di copertura, che consente la circolazione dell’aria ed assicura un doppio beneficio: contribuisce a mantenere ben asciutti il materiale isolante e gli altri elementi in legno, assicurandogli così maggiore durata, e nello stesso tempo, funge da ulteriore strato isolante. Nel periodo estivo inoltre, l’aria che penetra dalla linea di gronda all’interno della camera di ventilazione, si riscalda, diventa più leggera e, grazie a moti convettivi, tende a risalire verso l’alto fino a fuoriuscire dal colmo, sottraendo calore (e il vapore acqueo che dall’interno dell’abitazione traspira attraverso il legno verso gli strati più esterni) e contribuendo a mantenere fresco e salubre l’ambiente sottostante.

Per l’adeguato dimensionamento della camera d’aria, la norma UNI 9460/2008 stabilisce che essa non deve essere minore di 550 cmq per metro lineare di larghezza di falda (per falde comuni aventi pendenza compresa tra il 30 ed il 35% e lunghezza massima non superiore a 7 m).

Stratigrafia del tetto ventilato in legno. Sotto il profilo tecnologico – costruttivo una copertura ventilata in legno è costituita da quattro principali categorie di elementi che, procedendo dall’interno verso l’esterno, possiamo così classificare: la parte strutturale, l’isolamento, lo strato di ventilazione e, infine il manto di copertura.

La struttura può essere realizzata o mediante l’impiego di una orditura primaria in elementi lamellari opportunamente distanziati, sui quali poggia il perlinato, oppure utilizzando pannelli X-lam.

In entrambi i casi, al di sopra di questo primo strato, si trovano la barriera al vapore e l’isolamento, che può essere realizzato in svariati materiali, come la fibra di legno, la lana minerale, il sughero: questi vengono posti in opera sotto forma di lastre o pannelli ed inseriti nella struttura all’interno di apposite intercapedini ottenute attraverso l’impiego di listelli di legno.

Segue lo strato di ventilazione o camera d’aria, anch’esso ottenuto impiegando listelli di legno distribuiti in maniera omogenea e disposti perpendicolarmente rispetto al colmo, che fungono da appoggio a pannelli del tipo OSB o simili. Al di sopra vi sono la guaina impermeabilizzante e, infine, il manto di copertura.

Per consentire il passaggio dell’aria in entrata ed in uscita vengono impiegati specifici complementi in lattoneria o materiali plastici, come griglie, cosiddette, anti-passero per evitare che piccoli animali si intrufolino nella camera di ventilazione, e colmi ventilati prefabbricati in grado di fungere come veri e propri camini.

Finitura e qualità estetica. Come per le pareti interne ed esterne, anche per quanto riguarda i sistemi di copertura l’impiego del legno non pone limiti alle scelte inerenti finiture e rivestimenti. I tetti in legno possono infatti presentarsi con manto di copertura in coppi o in tegole o in lastre di qualsiasi altro materiale. Sul lato interno invece questi sistemi consentono l’ottenimento dei vantaggi estetici legati alla intrinseca qualità estetica del materiale stesso, in grado di caratterizzare ambienti eleganti, raffinati ed accoglienti.

Non solo case in legno. La tecnologia del tetto ventilato in legno assicura le massime prestazioni quando viene applicata ad edifici di legno e non, progettati e realizzati secondo i dettami dell’efficienza energetica. La si può tuttavia impiegare (ed è questo un fenomeno sempre più frequente) anche nell’ambito di interventi di ristrutturazione di edifici esistenti e di recupero abitativo di piani sottotetto: in questi casi infatti, l’impiego del legno, oltre a garantire i benefici sul piano del risparmio energetico e del comfort interno, consente anche (e soprattutto) la realizzazione di strutture più leggere e quindi di minore impatto sugli aspetti statico – strutturali di fabbricati magari storici.

 

Elena Ottavi