Il post di questa settimana riprende ed approfondisce il tema di come è fatta un casa in legno: avevamo già introdotto e parzialmente sviluppato l’argomento qualche settimana fa, soffermandoci sulla descrizione dei sistemi costruttivi più diffusi e prestanti per la realizzazione di edifici in legno. L’aspetto su cui oggi vogliamo concentrarci più nello specifico è invece quello relativo a che cosa c’è dentro le case in legno ed a quali materiali occorrono per realizzarle. Esse sono infatti costituite sì di legno, ma non solo: il raggiungimento degli elevati standard di isolamento termo – acustico e di efficienza energetica è possibile solo attraverso la corretta progettazione e l’adeguato dimensionamento di tutti gli strati che ne definiscono l’involucro e che regolano gli scambi con l’ambiente esterno.

Per realizzare una casa, o un qualsiasi altro edificio, in legno occorrono quindi legno innanzitutto, ma anche materiali isolanti e rivestimenti per gli interni e gli esterni, oltre ad eventuali complementi strutturali in cemento armato per l’esecuzione, ad esempio, dei sistemi di fondazione. Vediamone i principali.

Oggi il legno impiegato in ambito edilizio è per la maggior parte, se non quasi esclusivamente, di tipo lamellare: può provenire da diverse essenze arboree e viene impiegato e posto in opera in modalità e forme differenti a seconda del sistema costruttivo utilizzato. Nei sistemi X-Lam lo si trova sotto forma di pannelli massicci costituiti da strati sovrapposti, incrociati ed incollati, che poi vengono collegati tra loro grazie a giunti sagomati o per mezzo di elementi di connessione metallici. Nei sistemi Blockhaus si presenta invece in forma di elementi orizzontali sovrapposti l’uno all’altro. Infine vi sono i sistemi leggeri a telaio, composti appunto da telai di listelli di legno, tamponati ai lati da pannelli OSB, MDF o simili, anch’essi in legno.

Questi sistemi definiscono e costruiscono la struttura di base della nostra casa in legno, la sua ossatura volendo ricorrere ad un paragone con il corpo umano: sulle loro prestazioni ed efficienza incide fortemente la seconda componente, che potremmo associare alla pelle, individuata dai materiali e dalle tecnologie impiegate per l’isolamento termico ed acustico. Questo garantisce i risultati migliori quando viene realizzato a cappotto, cioè quando avvolge come un guscio (o come una pelle appunto) tutta la superficie esterna dell’edificio, senza interruzioni: in tal modo è possibile evitare i ponti termici e le molteplici problematiche legate alle diverse temperature tra interno ed esterno. Può essere costituito da vari materiali, come la fibra di legno, la lana minerale, il sughero.

La fibra di legno (o lana di legno) è un materiale di origine vegetale derivante dall’utilizzo di scarti di legname non trattato, pressati e legati insieme in virtù delle naturali capacità leganti del materiale stesso: è ecosostenibile ed ecologico perchè, oltre ad essere naturale, viene prodotto senza l’aggiunta di additivi chimici. Viene fornito in pannelli di spessore differente ed assicura ottime prestazioni dal punto di vista del comfort interno: garantisce infatti isolamento termico ed acustico, inerzia termica e traspirabilità. Lo si può trovare ed impiegare anche in forma di fibra di legno mineralizzata: in questo caso la fibra di legno viene appunto mineralizzata, cioè legata per mezzo del cemento, il quale consente di aggiungere alle caratteristiche precedentemente descritte anche la resistenza a compressione e la protezione dal fuoco.

Anche la lana minerale (o lana di roccia) è un materiale di origine naturale, ma ottenuto dalla fusione di componenti minerali quali rocce basaltiche, silicati e sabbie: anch’esso è riciclabile, incombustibile ed assicura ottime prestazioni dal punto di vista dell’isolamento termico ed acustico. Si tratta inoltre di materiali estremamente stabili e che non subiscono variazioni nel tempo in funzione di variazioni di umidità o temperatura.

Tra gli isolanti naturali che oggi si stanno fortemente rivalutando c’è anche il sughero, il quale vanta eccellenti capacità di isolamento termo – acustico, oltre ad essere anche ecologico, incombustibile, traspirante, leggero ed estremamente durabile nel tempo (le sue caratteristiche e prestazioni infatti non variano nel tempo e non è soggetto al rischio di marcescenza).

I materiali isolanti si possono accoppiare tra loro, allo scopo di massimizzare le prestazioni dei singoli e devono essere di qualità certificata oltre che adeguatamente dimensionati nello spessore in funzione delle specifiche condizioni al contorno (temperatura, umidità, esposizione): è inoltre un presupposto imprescindibile che la posa dei pannelli venga effettuata a regola d’arte e da personale esperto, onde evitare l’insorgere di spiacevoli problematiche che potrebbero provocare dispersione di calore, presenza di condensa ed umidità, comparsa di muffe.

Vi sono poi i materiali che vestono la pelle dell’edificio, cioè quelli impiegati per il rivestimento delle pareti interne ed esterne. Come più volte sottolineato in precedenti articoli del blog, realizzare un’abitazione in legno non implica affatto che essa sia fatta di solo legno o che debba necessariamente ricordare la tipologia della casa di montagna o della baita. Tutt’altro: dalla sola osservazione solitamente risulta estremamente complesso, se non impossibile, distinguere una casa in legno da una realizzata con tecniche tradizionali. Infatti la presenza del cappotto esterno consente di rivestire le facciate dell’edificio con qualsiasi tipo di rivestimento, applicato direttamente sullo strato isolante oppure ancorato a mezzo di pannelli ed idonei supporti: legno, pietra, cemento, mattoni, intonaco. Questo aspetto porta con sè anche il duplice vantaggio di rispondere ai gusti estetici di progettisti e committenti e, nello stesso tempo, di adeguarsi ai dettami imposti dalle normative e dai regolamenti urbanistici di ciascuna località.

Oltre a quelli in legno, solitamente realizzati in doghe, perline o pannelli, i rivestimenti più frequentemente utilizzati per questo tipo di abitazioni sono gli intonaci: formulati in base a ricette di ultima generazione, assicurano isolamento, traspirabilità e resistenza. Sono disponibili in svariate granulometrie e possono essere applicati direttamente sulla superficie del cappotto. Sono inoltre materiali estremamente durevoli e che, uniti a lavorazioni di tinteggiatura, consentono di ottenere tutte le variazioni cromatiche possibili (ovviamente nei limiti delle normative), a partire dal bianco calce.

Per i rivestimenti interni delle pareti i materiali più diffusi sono i pannelli in cartongesso, derivanti dalla miscelazione di acqua e gesso: oltre ad essere di facile e veloce posa in opera, assicurano anche buone prestazioni sotto il profilo dell’isolamento termo-acustico e della resistenza al fuoco. L’evoluzione di questo tipo di materiale è quella rappresentata dai pannelli in fibrogesso, che consistono in lastre di gesso armate da fibre di cellulosa che gli conferiscono maggiore rigidità e resistenza agli shock.

Il quadro dei materiali necessari alla costruzione di una buona casa in legno, è completato dal cemento armato, impiegato per la realizzazione delle strutture di fondazione, dei solai controterra e delle porzioni interrate o seminterrate degli edifici.

Casa in legno quindi non è sinonimo di solo legno: esso ne costituisce indubbiamente la componente di maggiore peso e rilevanza, ma deve essere accompagnato e coadiuvato, nel raggiungimento degli standard prefissati, da molti altri materiali. Questi possono variare in funzione delle esigenze estetiche e prestazionali, ma dovrebbero sempre poter esibire qualità certificate.

 

Elena Ottavi