La maggiore attenzione e sensibilità alle tematiche della sostenibilità e del risparmio energetico, unite alla riscoperta delle qualità e delle prestazioni del legno come materiale da costruzione hanno dato vita, in questi ultimi anni, ad un fenomeno dai volti ambivalenti. Infatti da un lato l’aumento del numero delle aziende operanti in questo settore ha messo in moto un positivo meccanismo di miglioramento dei materiali e delle tecnologie, da cui traggono beneficio la qualità ed il livello delle prestazioni dei prodotti finali. Dall’altro stiamo invece assistendo al moltiplicarsi di offerte e annunci, soprattutto sul web e sui social network (che rappresentano oggi, in bene e/o in male, la fonte di informazione principale o esclusiva per moltissime persone), che reclamizzano la vendita di case di legno e che sono, spesso, accompagnati da informazioni parziali, confuse, distorte e male interpretabili. Ne risulta una generalizzata diffusione di conoscenze sbagliate, di “falsi miti” che vengono accolti ed accettati come dati certi.

Semplice e veloce sì, ma c’è un “ma”.

Uno dei convincimenti oggi più diffusi è quello secondo cui progettare e costruire una casa in legno sarebbe più semplice ed economico che realizzarla secondo le tecniche tradizionali. L’affermazione di per sé non è errata, ma va completata. Infatti, costruire una casa in legno è davvero più semplice ed economico rispetto ad una in latero-cemento o in muratura, perché la parziale o totale prefabbricazione consente di abbreviare notevolmente i tempi del cantiere (risparmiando, così, sui costi della manodopera), di semplificare le lavorazioni da svolgere e di evitarne qualcuna particolarmente onerosa, come ad esempio la realizzazione delle strutture armate.

Questo tuttavia non significa, come in molti credono, che scegliere una casa in legno (anche se prefabbricata) consenta di seguire iter e procedure diverse e più veloci, rispetto a quelle necessarie per le abitazioni di tipo tradizionale. Al contrario: la prassi necessaria, le prescrizioni da rispettare ed i titoli abilitativi da ottenere sono esattamente gli stessi. Contano la tipologia e le caratteristiche dell’edificio e dell’area, non la scelta dei materiali.

L’area.

Nel caso in cui l’edificio sia da costruire ex novo, occorre innanzi tutto avere a disposizione l’area adatta per l’insediamento del cantiere prima e dell’abitazione poi: naturalmente ci sono delle regole e delle condizioni da tenere in considerazione e che a volte pongono semplicemente dei limiti o, in altri casi, negano la possibilità di realizzare, in determinati contesti, manufatti di qualsiasi tipologia e materiale.

Ovviamente in questa sede è impossibile fornire un quadro dettagliato e completo dell’intricato apparato urbanistico e normativo vigente, che si sviluppa a diversi livelli e che si articola, si diversifica e si personalizza in ciascuna realtà locale, ma vogliamo comunque provare a fare un po’ di chiarezza sull’argomento, su quali sono le principali variabili in gioco e su come procedere.

Torniamo quindi alla nostra area: che cosa la rende adatta o meno alla costruzione di una casa in legno? In primo luogo, vanno tenuti in considerazione la sua destinazione d’uso ed il suo indice di fabbricabilità, che stabiliscono la quantità di costruito (volume) che è possibile realizzare per unità di superficie nelle diverse zone. A tutela del paesaggio e del territorio e per porre un freno all’eccessiva edificazione, alcune aree hanno indici di fabbricabilità molto bassi e che, di fatto, rendono molto difficoltoso se non impossibile ottenere la volumetria utile alla realizzazione di un’abitazione (a meno che non si possiedano estensioni molto molto grandi). E’ il caso, ad esempio, delle aree agricole, nelle quali la possibilità di costruire edifici residenziali deve sottostare ad indici di fabbricabilità bassissimi (0,03 mc/mq, ex D.M. 1444/68) oltre che all’obbligo per il proprietario di svolgere da almeno tre anni l’attività di imprenditore agricolo.

Un secondo aspetto che può porre forti restrizioni alle possibilità edificatorie di un’area è la presenza di vincoli: ad esempio quando si tratta di contesti paesaggistici protetti o di particolare pregio (tutele ex D. Lgs 42/2004), di zone esposte a rischi di varia natura (idrogeologico, fonti inquinanti, ecc.) o di aree ricadenti all’interno di fasce di rispetto.

Il terzo elemento da considerare nella valutazione dell’area è, infine, quello relativo al rispetto delle distanze dagli edifici preesistenti, dai confini e dalle infrastrutture.

Il proprietario può prendere visione delle caratteristiche urbanistiche e delle condizioni normative di un’area e, quindi, valutarne la capacità edificatoria, o facendone apposita richiesta presso gli uffici comunali o rivolgendosi ad un tecnico che, in sua vece, raccoglierà tutte le informazioni necessarie.

Il titolo abilitativo.

Una volta appurata la possibilità di realizzare un edificio all’interno dell’area che abbiamo scelto, si può passare al secondo step del percorso, che consiste nella verifica dei titoli abilitativi necessari.

Anche in questo caso, come già ribadito in precedenza, la premessa è la stessa: la costruzione di una casa in legno è soggetta agli stessi limiti, vincoli e prescrizioni previsti per gli edifici residenziali realizzati secondo le tecniche tradizionali. Quindi sia che si voglia impiegare il legno, sia che si preferiscano il laterizio, il cemento armato, l’acciaio o qualunque altro materiale e tecnica costruttiva, ciò che stabilisce quale sia il titolo abilitativo necessario (e, di conseguenza, tempistiche, procedure ed eventuali costi e oneri), è la tipologia dell’intervento edilizio.

Gli interventi edilizi sono definiti dal D.P.R. 380/2001, Art. 3 e, quelli che solitamente vengono chiamati in causa quando si vuole costruire o ristrutturare un’abitazione, sono quelli identificati, appunto, come “interventi di ristrutturazione edilizia” e “interventi di nuova costruzione”, per i quali è necessario il permesso di costruire. Quando si decide di procedere all’esecuzione di opere di tale genere (vedi D.P.R. 380/2001 e D. Lgs. 22/2016), occorre quindi rivolgersi ad un tecnico che si occuperà della redazione del progetto e della pratica edilizia da presentare in Comune.

Si ribadisce che i casi sopra elencati vanno considerati in maniera generica: la normativa edilizia ed urbanistica va infatti declinata secondo i regolamenti locali e, in ogni caso, ciascun intervento costituisce un caso a sé stante, con i suoi (eventuali) vincoli e prescrizioni particolari.

Il concetto che con questo post si vuole ben sottolineare è che una casa in legno è, sì, più veloce da costruire rispetto ad una tradizionale, ma la sua realizzazione deve percorrere lo stesso iter e seguire le medesime regole: non sono infatti materiale e tecnica costruttiva a fare la differenza, ma il tipo di intervento e le caratteristiche dell’area in cui si opera.

Elena Ottavi