In questi ultimi anni per moltissime persone e famiglie la possibilità di avere una casa di proprietà si scontra con le difficoltà economiche dovute al periodo di particolare crisi che stiamo attraversando. Per questo è tornato ad essere messo in pratica e sta nuovamente riscuotendo consensi un modello edilizio e sociale che proviene dal passato: l’autocostruzione.

Di che cosa si tratta? L’autocostruzione è un processo edilizio in cui i futuri utenti o abitanti partecipano in maniera attiva alle fasi costruttive dell’edificio, non solo in qualità di committenti ma partecipando, concretamente, alle operazioni di cantiere al posto delle imprese e delle ditte solitamente addette a tali lavori.

Scopo primario del processo è l’abbattimento del costo delle abitazioni. Questo aspetto si traduce nella possibilità, per quella fascia di popolazione in grado di pagare un affitto ma priva delle risorse e delle garanzie necessarie per l’acquisto di un immobile, di poter accedere al sogno di avere un’abitazione di proprietà. Fallito infatti il modello delle case popolari che ha dato vita in passato a complessi edilizi oggi soggetti a forte degrado, le Amministrazioni locali stanno cercando nuove vie e nuove strade per dare risposta al problema abitativo.

Come si realizzano case autocostruite?

Facciamo subito con una doverosa precisazione. Infatti molto spesso si tende erroneamente ad associare il concetto di autocostruzione a quello di abitazione-fai-da-te: falsissimo!

Il significato contemporaneo ed attuale di autocostruzione non è più quello di costruire la propria casa nel tempo libero o nei ritagli di tempo, come spesso facevano i nostri nonni. Oggi autocostruzione va di pari passo con organizzazione e coordinamento, con standard lavorativi e requisiti ben precisi.

E’ necessario, innanzitutto, che le famiglie e i soggetti coinvolti siano riuniti in gruppi organizzati (solitamente configurati  come consorzi o cooperative) e che siano coadiuvati, coordinati e gestiti da tecnici e da personale qualificato.

Gli autocostruttori sono inoltre tenuti a seguire preventivi corsi di formazione finalizzati a renderli idonei allo svolgimento delle attività di cantiere (come primo soccorso, sicurezza, antincendio, uso degli strumenti e delle attrezzature, ecc.) e coscienti e consapevoli delle tecniche e delle metodologie costruttive che verranno impiegate. Ovviamente essi non potranno partecipare direttamente all’esecuzione di tutte le lavorazione di cantiere: per quelle particolarmente rischiose o per le quali sono richieste preparazione e competenze specifiche (ad esempio per la realizzazione di parti impiantistiche) è previsto l’intervento di personale tecnico adeguato e che poi rilascerà tutte le certificazioni del caso.

Gli autocostruttori devono partecipare alla costruzione di tutte le unità abitative (che verranno assegnate solo ed esclusivamente alla conclusione dei lavori) e garantire l’impegno lavorativo all’interno del cantiere di tante ore entro tempi prestabiliti: solitamente si tratta di circa 900/1000 ore distribuite nell’arco di 18/24 mesi.

I benefici per il portafoglio e quelli etico – sociali

Come già anticipato, la realizzazione di complessi abitativi autocostruiti risponde all’esigenza di ottenere innanzitutto abitazioni a prezzi più vantaggiosi e quindi più a portata di tutti.

La partecipazione dei futuri abitanti alle fasi costruttive consente di ammortizzare enormemente i costi, soprattutto quelli relativi alla manodopera: il risparmio può arrivare fino al 50 – 60% circa della spesa complessiva prevista per abitazioni analoghe ma costruite secondo procedure tradizionali.

A questo si aggiunge la possibilità di ottenere da alcuni istituti bancari, per questo tipo di realizzazioni, mutui a tassi agevolati o a condizioni particolarmente favorevoli. Aspetto, questo, che costituisce per molti una facilitazione di non poco conto!

Alle motivazioni di carattere economico vanno inoltre ad aggiungersi quelle relative agli aspetti etici e sociali della questione. Il lavoro cooperativo e la condivisione del progetto favoriscono infatti la coltivazione dei rapporti interpersonali tra i futuri abitanti e l’instaurazione di quelle relazioni di vicinato che oggi sono spesso dimenticate. Inoltre i soggetti autocostruttori sono quasi sempre appartenenti e provenienti da realtà molto diverse per luogo di origine, religione e cultura, per cui questi tipi di progetto rappresentano anche concreti tentativi di integrazione.

Qual è la tecnica costruttiva più adatta per l’autocostruzione?

L’autocostruzione è un processo edilizio che non presuppone l’impiego di una tecnica costruttiva specifica, ma è innegabile che il ricorso a soluzioni a secco e prefabbricate consenta di ottenere un duplice vantaggio: da un lato permette di ridurre notevolmente i tempi di posa in opera e realizzazione dell’edificio, dall’altro di semplificare sensibilmente le operazioni che i soggetti autocostruttori (non professionisti) dovranno svolgere.

Sono quindi i sistemi in legno a telaio ed X-lam quelli meglio rispondenti a queste esigenze. Essi uniscono i vantaggi della prefabbricazione alle ottime prestazioni del legno sia dal punto di vista dell’efficienza termica ed energetica sia sotto il profilo della sostenibilità.

È con questi sistemi che anche Albertani Corporates è attiva sul territorio e partecipa alla progettazione ed alla realizzazione di edifici residenziali autocostruiti.

 

Elena Ottavi