Da alcuni anni, con la crescente diffusione dei modelli sostenibili e bioclimatici applicati alla filiera delle costruzioni, anche nel nostro Paese – nella necessità di abbandonare la rigidità e la mono-funzionalità degli schemi novecenteschi – iniziano ad essere realizzati eco-hospice o ospedali “green”, ossia flessibili architetture terapeutiche integrate in nature salvifiche.

In particolare, le prime sperimentazioni si sono avute con i presidi pediatrici, nell’idea che non dovessero essere luoghi stressogeni per una utenza fragile e delicata come i bambini affetti da gravi o rare patologie, ma potessero diventare “rifugi” accoglienti e colorati realizzati tra gli alberi e nei giardini. Per valorizzare la vocazione psicologica della natura e corroborare la dimensione terapeutica della cura.

Uno degli esempi italiani più importanti, recentemente celebrato anche dalla nota trasmissione televisiva Presadiretta, è l’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze per la conversione ecologica del quale prezioso è stato il lavoro di Albertani Corporates S.p.a. L’azienda, infatti, ha realizzato nella hall il sistema di travature sagomate in legno con curvatura a raggio variabile spingendo l’immaginazione verso le costole della grande balena della fiaba di Pinocchio, di cui troviamo riferimenti nel design di altri oggetti e tecnologie presenti nell’ospedale.

La rinomata struttura medica ha una geometria fortemente influenzata dalla geomorfologia del territorio nel quale precipita con una armonia costante tra costruito e paesaggio inedificato. Dopo la realizzazione di una innovativa serra fotovoltaica preposta alla regolazione della climatizzazione e di moderni dispositivi per la gestione smart della ventilazione e dell’illuminazione naturale, l’implementazione di altri impianti rinnovabili integrati a un sistema di giardini, ha consentito al polo sanitario fiorentino – dotato di una ludoteca, di una libreria, di una scuola e di un orto biologico – di diventare uno dei primi presidi medici bio-sostenibili del Paese.

Se le previsioni saranno rispettate, a partire dal 2020, il Meyer sarà raggiunto nella classifica degli eco-hospital pediatrici dalla struttura che sorgerà a Bologna progettata dall’architetto Renzo Piano per la Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli. Questa nuova “casa della salute”, inserita in un bosco con 400 alberi e 5000 piante, prevedrà dei padiglioni sopraelevati (a 6-8 metri d’altezza), con 14 stanze singole e 8 appartamenti per i familiari dei pazienti, distribuiti su una superficie di 4500 metri quadrati contigui all’Ospedale Bellaria. La nuova struttura sarà ricoperta da pannelli fotovoltaici, avrà facciate in legno e vetrate opache per la regolazione dell’irraggiamento. La scelta di Piano di accogliere i giovanissimi pazienti all’altezza degli alberi – “sospesi tra cielo e terra” – è motivata dalla sensibile convinzione che l’architettura, con la sua bellezza estetica e funzionale possa coadiuvare la terapia dando ai bambini un contatto con la natura e contribuendo a migliorare il loro umore.

Sempre fortemente orientato alla sostenibilità e al più rigoroso approccio bioclimatico è anche l’intervento proposto dall’ex allievo di Renzo Piano, Mario Cucinella, per la realizzazione del nuovo polo chirurgico e delle urgenze dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Nei nuovi padiglioni, un ruolo strategico sarà ricoperto dalla luce naturale che verrà accolta attraverso un involucro chiaro, leggero e trasparente, e che dialogherà con una corte che attraverserà tutti i livelli a partire dalla base interrata. Il curatore del padiglione italiano della prossima Biennale d’Architettura di Venezia “Arcipelago Italia”, anche per rispondere alle richieste della committenza, ha previsto due organismi volumetrici complementari: la piastra tecnica che ospita le funzioni ospedaliere più importanti come il blocco chirurgico con le 20 sale operatorie e il pronto soccorso; e la torre nella quale, invece, saranno accolti i reparti di degenza e gli ambulatori medici.

Nel medesimo capoluogo meneghino, infine, sorgerà entro il 2022 il nuovo Policlinico. L’ampliamento da 170mila mq della preesistente struttura è progettato dallo studio di Stefano Boeri. Per l’architetto del Bosco Verticale, il presidio sanitario, oltre a disporre di strutture d’eccellenza, dovrà aprirsi alla città attraverso il grande giardino terapeutico da 6000 metri quadrati che coronerà la piastra centrale di tre piani nel quale saranno allocati i servizi comuni e 21 sale operatorie.

Tale elemento di congiunzione metterà in relazione i due blocchi alti 7 piani: in quello sud ci saranno l’area medica-chirurgica; mentre quella nord sarà destinata all’area materno-infantile con un pronto soccorso ostetrico-ginecologico e un secondo pediatrico.

About Giuseppe Milano

Una spiccata sensibilità verso i temi della cura e della tutela del paesaggio, dell’architettura sostenibile e bioclimatica. Una laurea in Ingegneria edile – Architettura conseguita al Politecnico di Bari con una tesi in Gestione Urbana sul consumo di suolo e il dissesto idrogeologico. Lui è Giuseppe Milano, appassionato di sostenibilità e architettura, di fonti di energia rinnovabili e di materiali naturali o innovativi. Tra questi, in particolare, predilige il legno o il bamboo. Da agosto 2016 è, infine, esperto jr. Casaclima.

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